"La chitarra per i ragazzi"

di Cosimo Antitomaso

edizioni "Esarmonia" di Sergio Buovolo

Il metodo che propongo nasce dall'intento di fornire agli insegnanti e agli allievi un efficace e sintetico strumento di lavoro, evitando l'onere della ricerca dispendiosa e faticosa del materiale necessario. Pertanto il lavoro intende facilitare l'approccio didattico dei chitarristi principianti allo studio della chitarra classica. Ritengo opportuno fornire alcune indicazioni di carattere pratico, dal momento che il metodo nasce dall'esperienza diretta. Ad una breve introduzione seguono gli studi monodici, che si prestano ad essere suonati, cantati e solfeggiati. Consiglio di farli studiare insieme agli esercizi di ritmica ad una voce, in modo da far comprendere all'allievo il ritmo, prima suonando con la sola mano destra e poi unendo le due mani. Le varie sezioni del metodo non vanno studiate in modo orizzontale ma in modo tale da rispondere alle svariate esigenze che l'allievo di volta in volta mostra. Per consentire ai maestri piena libertà nell'applicazione dei vari tipi di tocco, non viene mai indicato l'uso del tocco appoggiato, tranne negli esercizi di ritmica, dove se ne consiglia l'uso insieme a quello libero. Per rendere più accattivanti le esecuzioni è preferibile accompagnare con una seconda chitarra gli studi monodici eseguiti dagli allievi, tenendo presente che la tonalità dei brani non è sempre specificata con l'impianto tonale. Gli esercizi di ritmica a due voci sono nati dall'esigenza di far meglio comprendere all'allievo la polifonia; difatti risulta molto più semplice trattare questo argomento avendo di fronte due linee rette che non un arpeggio con melodia e accompagnamento. La sezione dedicata agli arpeggi e il capitolo sugli esercizi di coordinazione contengono solo quei movimenti base che la mano di un principiante deve imparare a compiere. Oltre alle scale diatoniche e a quella cromatica, si fa accenno anche alle scale modali per fornire gli allievi, prima possibile, degli strumenti minimi che gli permetteranno di esercitarsi nella pratica dell'improvvisazione. I giri armonici con la conoscenza di qualche ritmo base non andavano assolutamente trascurati in un metodo di introduzione allo studio della chitarra; ritengo infatti che dare agli allievi la possibilità di conoscere altri generi musicali sia doveroso da parte di qualsiasi insegnante “moderno”. Non a caso il capitolo, molto sintetico dedicato alla teoria musicale è posto alla fine del metodo. Questo rispecchia la tendenza della moderna didattica: arrivare alla teoria attraverso la pratica.


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